Scuola Primaria "Don Lorenzo Milani " – Villachiara – Brescia
Progetto "Boschi di casa nostra: alla scoperta del Parco Oglio Nord "

Bagolaro

BAGOLARO

Nomi dell'albero

Origine del nome

Per alcuni Plinio usò questo nome per indicare una specie di origine africana; per altri il nome deriverebbe dai Celti nei territori in cui l’albero cresceva in abbondanza.

Descrizione generale

Il bagolaro è riconoscibile per la corteccia da grigio chiaro a cenerognolo verdastra, liscia e copatta, soprattutto sui rami. Nelle aree inquinate il tronco scurisce alla base. Ha la chioma espansa e leggera. Raggiunge facilmente i 20 metri di altezza e in condizioni adatte vive qualche secolo. Fruttifica dopo i 10 anni. Preferisce l’esposizione al sole e alla luce. Resiste molto bene all’inquinamento, alla siccità e al gelo. Il legno è bianco grigiastro, omogeneo, robusto, elastico.
Curiosità: i semi dei frutti, pur essendo duri, possono venire forati e infilati per ottenere collane o corone da rosario: infatti un altro nome comune del bagolaro, specie in Meridione, è “albero dei rosari”. Era molto apprezzato e usato per fabbricare fruste, remi, cerchioni e mozzi per ruote, stanghe per carrozze, stecche da biliardo e altri utensili. Con la corteccia del bagolaro si tinge la lana di un bel colore giallo intenso.

La corteccia

La corteccia del Bagolaro

I rami

I rami del Bagolaro

Le foglie

Le foglie del Bagolaro

Osservazione di una foglia

Foglia del bagolaro scansionata
Caratteristiche della foglia
Aspetto Proprietà
Colore della lamina superiore Verde oliva
Colore della lamina inferiore Verde oliva
Struttura della foglia Semplice, picciolata
Forma generale del lembo Ovato-lanceolata
Forma dell’apice del lembo Acuminata
Tipo di margine Seghettato
Tipo di nervatura Palminervia
Lunghezza della foglia 12,1 cm
Lunghezza della lamina 10,7 cm
Lunghezza del picciolo 1,4 cm
Luogo di provenienza della foglia Parco Oglio Nord - Località Villagana – Villachiara (BS)
Data di raccolta della foglia 13 – 09 – 2006
Compilatore della scheda Alice