Villagana

Villagana

Il nido dell'aquila è vuoto. Deserte le strade e le aie, trasformate le case bracciantili del Dosso, andate in rovina quelle del Quartierone, demolite quelle al culmine della salita. Serrata l'antica osteria da dove sortivano gli schiamazzi del gioco delle carte e della morra. Chiusa la leggiadra chiesa di San Vittore; da tempo le campane non battono più le ore e non chiamano i fedeli alla preghiera. Solo dal palazzo dei conti Martinengo, in parte occupato da un raffinato ristorante, filtrano le voci ed i rumori di conviviali conversazioni. Il fiume, in altre epoche teatro di traffici e passaggi col suo porto secolare, è distante e non incute più timori e preoccupazioni. Il marmoreo leone marciano incastonato negli onusti mattoni della discesa, è testimone indifferente dei giorni che passano. 

Ultima modifica: Mer, 04/01/2017 - 11:40