Pianura

Andar per nidi o vagabondare per i campi in cerca di avventura, come facevano per gioco i bambini di un paio di generazioni fa, oggi non è più possibile. Lo impedisce il fatto che la terra, quasi del tutto spoglia del suo manto arboreo, non ha più segreti, non ha nulla da nascondere. Nella piatta nudità della pianura, con un rapido giro d'orizzonte si possono ormai riconoscere le cascine che punteggiano il paesaggio e non c'è più bisogno del vento che reca con sé i suoni delle campane per intuire la posizione di paesi e frazioni. Nelle giornate limpide, spazzate dalla tramontana, alla maestosa corona delle Alpi, si contrappone a mezzogiorno il profilo basso e sfuggente dell'Appennino piacentino. Con un colpo d'occhio ecco a disposizione una lezione di geografia in diretta!
Anche la nebbia ha ormai perduto la magia di trattenere le famiglie nelle case. E le sorgenti dove i contadini trovavano ristoro nella calura estiva, sono secche. Chissà da quanto tempo non si sente più la formula esorcizzante di chi vi si accostava per raccogliere l'acqua fresca col cavo delle mani:

Acqua di sorgente,
ti ha fatto Iddio;
ti beve il serpente,
ti bevo anch 'io. 

Ultima modifica: Mer, 04/01/2017 - 11:18