Origine e significato del nome "Villachiara"

Ogni villaclarense, prima o poi, si chiede cosa voglia dire e da dove venga il nome del paese in cui è nato o in cui vive. E' questo un desiderio insito in qualsiasi persona legata alla propria terra.
Alcuni studiosi della prima metà del Novecento (Dante Olivieri, Arnaldo Gnaga e Oreste Foffa) si sono cimentati, con risultati non sempre soddisfacenti, nell'arduo esercizio dell' interpretazione toponomastica. Riassumendo i concisi lavori precedenti, l'esimio storico bresciano don Paolo Guerrini, in un articolo pubblicato su "La Voce Cattolica" del 7 gennaio 1939, giungeva a conclusioni finalmente esaurienti e convincenti. Discettando sull'aggettivo "clara", (comune peraltro a Chiari e Montichiari) cioè "spogliata d'alberi", il redattore ne puntualizzava il significato nell' accezione medievale: "visibile anche da lontano". Caratteristica sempre attuale, come ognuno può facilmente verificare. In merito al processo di formazione del paese, il Guerrini ci ha lasciato nello stesso pezzo questo suggestivo affresco:"Anche Villachiara, fondata dai Martinengo sulla fine del secolo XIV o sul principio del XV ha le stesse origini e lo stesso significato, una villa aperta e agricola, costituita in mezzo a una campagna brulla, quasi disegnata con strade regolari, delle quali il paese, col suo severo castello dei conti Martinengo, forma il centro. Il culto francescano di S. Chiara alla quale è dedicata la chiesa parrocchiale, è venuto per devozione particolare dei padroni di casa e anche per assonanza del nome di Villa clara, ma chi ha pensato a influenze economiche del convento di S. Chiara di Brescia ignorava certamente che le povere Clarisse non potevano possedere beni stabili, e che tutto il territorio di Villachiara, Villagana, Barco, Gabbiano, Padernello ecc. era un latifondo unico feudale e alloviale dei Martinengo, che di quelle regioni furono feudatari intelligenti, attivi e benemeriti, poiché in dffìcili tempi di calamità economiche e politiche hanno dato a quelle deserte campagne la vita, conducendovi numerose rogge, dall 'Oglio e dalle paludi superiori, disboscando foreste, prosciugando acquitrini e completando in modo mirabile l'opera che il monachesimo medioevale aveva iniziato ma non aveva potuto finire"

Ultima modifica: Mer, 04/01/2017 - 11:10