La Beata Vergine del Rino

La Beata Vergine del Rino
La devozione alla Madonna è talmente diffusa e radicata tra le popolazioni della Bassa bresciana, che ogni paese della pianura ha dedicato a lei almeno una chiesetta, una santella, un altare, una immagine particolare. Nella parrocchia di Villachiara l'edificio più importante intitolato alla Madre Celeste è il santuario del Rino, nel quale fino ad anni assai recenti, l'8 settembre, si festeggiava la Natività della Beata Vergine Maria. La chiesa, oggi chiusa al culto, è ubicata sulla riva sinistra del Gambalone (da cui Ri = torrente), non lontano da Villagana, in uno degli ambienti più suggestivi della zona per la concomitanza di acque scroscianti, di coste verdeggianti di alberi, di atmosfere campestri impregnate di odori e di suoni gradevoli. L'origine più probabile dalla chiesa del Rino risale agli inizi del Cinquecento. Le prime notizie in merito sono contenute negli atti della visita pastorale del vescovo Domenico Bollani. Il 21 settembre 1565 il presule inviò da Acqualunga il convisitatore Girolamo Cavalli per compiervi una ricognizione. Questi trovò ad accoglierlo un eremita, il quale lo informò che vi si celebrava la messa festiva a turno da parte dei cappellani di Villachiara. La presenza di eremiti è documentata fino a tutto l'Ottocento. Il loro compito era quello di tenere in ordine il santuario, vivendo di elemosine e della benevolenza dei Martinengo, proprietari del luogo, il cui atteggiamento sconfinava spesso nell'arbitrio, suscitando le risentite lamentele dei parroci di Villachiara. Ancora oggi la chiesa col suo sagrato erboso appartiene agli eredi dei Martinengo Villagana, cui all'interno era riservato un palco a fianco dell'altare per seguire le funzioni. I diritti della famiglia comitale sono ribaditi, oltre che dall'aquila che campeggia sopra l'ingresso, anche dalla seguente scritta dipinta sulla facciata: "ROMITORIO PRIVATO MARTINENGO MCMXIV". Solidissimo è stato in passato il legame delle popolazioni dei dintorni con la Madonna del Rino. Diverse giovani di Villagana e di Villabuona, come testimoniano i registri parrocchiali, hanno voluto che il loro matrimonio fosse celebrato in questo santuario. Ma anche in circostanze infauste il ricorso alla Vergine si intensificava, con processioni, messe ed offerte, per ottenere la sua intercessione. Così é stato in occasione della carestia del 1816 e del colera del 1836. In tempi più vicini a noi, la Madonna del Rino divenne la madre protettrice invocata dai soldati di Villachiara combattenti sui vari fronti della Grande Guerra. I reduci dell'immane conflitto riempirono le pareti di ex voto, di stampelle e di oggetti di carattere militare. Essi furono fatti rimuovere nel 1938 con un decreto del vescovo Giacinto Tredici, che ne deplorava la presenza.
La ricorrenza della Natività della Beata Vergine é sempre stata festeggiata con grande onore e magnificenza. Essa era la festa di Villagana quando la frazione ospitava un gran numero di famiglie contadine. I devoti villaganesi innalzavano allora archi inghirlandati di fiori e di frasche che, partendo dal sagrato erboso dell'oratorio, salivano fino al minuscolo borgo. Per quel giorno organizzavano, balli, giochi e banchetti, cui convenivano numerosi gli abitanti del circondano, compresi i cremonesi tramite l'antico porto natante sul fiume Oglio. Il parroco veniva invece ospitato nel palazzo per consumare alla mensa dei conti un pranzo corrispondente all'importanza della festa. In seguito all'esodo dalle campagne avvenuto tra il 1950 ed il 1970, Villagana si è ridotta ad un insieme di pochi cascinali semiabbandonati e dell'antica festa della Madonna del Rino non è rimasta che la celebrazione della Santa Messa, per altro sospesa da qualche anno. 
Ultima modifica: Mer, 04/01/2017 - 11:49