Gente di Villachiara

Esiste ancora, se mai c'è stato, "l'uomo villaclarense"? In tempi di fast-food, Internet, discoteche, globalizzazione dell'economia e della cultura, di facile mobilità e comunicazione, è più che mai arduo stabilirlo. La rapidità degli scambi e delle informazioni rende ormai omogenee al sistema di vita dominante anche realtà appartate come Villachiara. Se ancora resiste un retaggio del passato, segnato dalla grande proprietà terriera, questo si rintraccia nel basso tasso di scolarizzazione secondaria e superiore, nella fievole propensione locale alla intrapresa ed al rischio. Anche il sentimento religioso, come la passione civile e politica, si sono di molto attenuati.
Generalmente usato è il dialetto, un idioma bresciano addolcito dalle contaminazioni del confinante cremonese, anche se vanno perdendosi molte espressioni tipiche della civiltà contadina. Buone invece rimangono le capacità organizzative, vivace l'associazionismo sportivo e ludico, diffuse la generosità volontaristica e la disposizione all'accoglienza. D'altra parte tutti gli abitanti si conoscono fra loro e quanto succede in ambito comunale diventa in breve di pubblico dominio, segno di salda condivisione nel bene e nel male. L'amicizia viene comunemente praticata fin dalla frequenza dell'asilo e della scuola elementare. L'attaccamento al territorio è sicuramente forte, se non altro perché, a differenza dei loro vicini, i villaclarensi sono quasi tutti pendolari ed è dolce per loro ritrovarsi ogni sera tra le accoglienti mura domestiche e passare momenti di serenità nei pubblici esercizi.

Ultima modifica: Mer, 04/01/2017 - 11:11